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Ebbene si, quando ho sentito questa notizia ieri in televisione, mi sono sentito come una scolaretta al suo primo giorno di scuola. Il problema è che sono un ragazzotto di 25 anni, 1,72 di altezza per 84kg di peso (non sono grasso è che faccio palestra).

La notizia che tanto mi ha fatto palpitare è la prossima uscita del nuovo libro di Ken Follet, uno dei migliori scrittori attualmente  in circolazione. Lo fa ambientando il suo romanzo, Mondo senza fine, nel medioevo, un periodo storico che già ebbe modo di illustrarci 18 anni fa, con quello che viene considerato ad oggi il suo capolavoro. Con 10 milioni di copie vendute infatti, I pilastri della terra diede a Ken Follet la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico in maniera inequivocabile.

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Ma come mai questo ritorno al passato? Come lo stesso autore ha confessato in un’intervista rilasciata a Panorama - “Sì, l’ho fatto di nuovo. Dopo tanti anni ho voluto scrivere un romanzo che riprendesse i luoghi e i temi dei Pilastri della Terra. Innanzitutto perché volevo provare a me stesso di esserne ancora capace, di poter scrivere qualcosa di così lontano da quanto avevo fatto negli altri miei libri. Ma anche perché il modo in cui la gente mi ha parlato negli anni dei Pilastri della Terra è stato radicalmente diverso da quanto è accaduto con il resto del mio lavoro. Moltissimi me ne hanno scritto come del libro più bello della loro vita, il che normalmente non accade per altri miei romanzi. C’è sempre stato qualcosa di speciale in quel libro, qualcosa che ho voluto ricreare in Mondo senza fine”.

Che dire sono contentissimo, a questo scrittore devo tanto, proprio grazie ai Pilastri della Terra ho scoperto la mia passione per i libri e per la lettura, quindi il fatto che ritorni a scrivere su tematiche medioevali (periodo storico che adoro) mi rende ancora più felice.

Non resta che aspettare quindi il giorno 18 di questo mese quando uscirà in Italia, in prima mondiale assoluta. Ovviamente non sto a dire che essendo il giorno 21 settembre il mio onomastico, già si fà a gara su chi dovrà regalarmi questo libro. Onestamente poco mi interessa, basta che arrivi….

Nel frattempo prenderò dalla biblioteca personale il vecchio libro dei Pilastri della Terra per poterlo rileggere dato che questo in uscita sarà una sorta di sequel, per lo meno così ho capito dal sito di Follett che cita testualmente:

"World Without End is the sequel to The Pillars of the Earth. However, it doesn’t matter which you read first. The second book is set in the same town, Kingsbridge, but takes place two hundred years later, and features the descendants of the original characters"

Posted in Senza categoria at Settembre 15th, 2007. 9 Comments.

Grazie a questo articolo di Punto Informatico sono venuto a conoscenza di una dichiariazione che mi ha fatto molto riflettere. Tempo fa, in Inghilterra c’è stato un omicidio al quanto brutale. Un ragazzino infatti ha assasinato un’infermiera con 72 coltellate. La mamma dell’omicida, ha recentemente giustificato l’atto barbarico del figlio, addossando la colpa di quanto accaduto al troppo tempo che il ragazzo ha passato davanti al gioco Manhunt, reo a suo dire, di aver plasmato e corrotto la coscienza del figlio, fino a quel momento modello del “bravo ragazzo”.
Ora, con tutta la buona volontà che mi è concessa, nel cercare di capire il dolore della madre in questione, che nel giro di un giorno si è accorta di avere un assasino a casa, proprio però non capisco perchè si cerca sempre di ridurre questi eventi di violenza a dei cattivi modelli che siano film, giochi, libri o programmi televisivi, in grado di plagiare le menti in via di sviluppo.
Onestamente, mi sembra una gran cavolata: mio figlio ha ucciso perchè ha giocato tanto ha manhunt; mio figlio si è buttato dalla finestra perchè credeva di volare come in Dragon Ball; mio figlio ha fatto scoppiare la terza guerra mondiale perchè gioca a Day of Defeat. Non sarebbe forse più giusto dire mio figlio ha fatto questo casino perchè io sono un pessimo genitore?
Partito dal pressupposto che la violenza è insita nell’uomo e che con il tempo non è andata aumentando ma si è mantenuta costante, forse prima si ammazavano con più faciltà non essendoci un grado di civiltà come quello attuale, non credo quindi molto nella tanto profettizata influenza che questi giochi possano avere su una persona. Ammettendo però che usi continui e prolungati di un determinato gioco possa compromettere l’equilibrio mentale di un ragazzo, la domanda che mi pongo è: miei cari genitori, se avete paura della salute mentale di vostro figlio, che cavolo gli comprate a fare la Play Station, la X-Box o un’altra qualsiasi console, quando il ragazzino tiene 8,9 o 10 anni e gli permettete di giocare a giochi violenti? Perchè poi prendersela con la società che fa un cattivo filtro su questi prodotti “rischiosi”?
Bhè io una risposta la terrei. Prima di tutto molti genitori sono “disinteressati”, preferiscono catalizzare l’attenzione del figlio su una console invece di altre attività che magari li coinvolgerebbe in prima persona. Significherebbe rubare del tempo libero al papino e alla mammina. Allora meglio che il ragazzino si sminchi il cervelletto avanti ad un monitor, sempre se questo realmente accadi.
La prima forma di società è la famiglia, quindi un primo filtro lo dovrebbero fare i genitori: è comodo scaricare la colpa sulla “grande società” e sui “governi” così facendo si può scaricare sul un’altra realtà quello che uno dei principi biologici fondamentali dei genitori, quello della tutela e protezione della prole.

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Posted in Post at Luglio 19th, 2007. 2 Comments.

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Martedì uscirà in molte librerie del mondo (in Italia soltanto a settembre) quello che si può definire l’ultimo capolavoro di [tag]Tolkien “The Chilren of Hurin”[/tag].
In effetti però non si tratta di un libro scritto interamente da lui. L’opera che rimase incompleta alla morte del prestigioso scrittore, famoso grazie al suo Signore degli Anelli, sarà completato dal figlio Cristopher, già curatore di altre opere incompiute del padre.

Questa la trama presa dal sito del Corriere.it :

La trama di [tag]«The Children of Hurin»[/tag] inizia con la nascita di Turin in una Terra di Mezzo distrutta dalla recente vittoria del vero e originario Signore Oscuro, Morgoth, (di cui l’Oscuro Signore Sauron del «Signore degli anelli» è un semplice luogotenente) e della sua mostruosa armata. I più grandi combattenti tra Elfi e Uomini sono morti e il padre di Turin, Hurin, è stato catturato. Per le sue sfide, Hurin e la sua famiglia vengono maledetti da Morgoth per essere condotti nella rovina e nell’oscuritá. Ma, come suo padre, Turin rifiuta di essere abbattuto da Morgoth e crescendo dá inizio alla leggenda di un eroe mortale. Nella terra percorsa dagli Orchi, Turin unisce a sè una banda di fuorilegge e gradualmente inizia una guerra personale contro la supremazia di Morgoth sulla Terra di Mezzo. Allora il Signore Oscuro rivela la sua arma peggiore, Glaurung, il più possente dei Draghi. Mentre il Drago fa bruciare la Terra di Mezzo, rimane soltanto un uomo che può ucciderlo, ma per farlo dovrá prima vedersela col proprio Destino.

Ho voluto citare questa notizia perchè in primis sono un amante del genere fantasy. Premetto che in questo momento sto leggendo il sesto libro delle Cronache del ghiaccio del fuoco, un’opera di George R.R. Martin, che consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere di leggere.
In secondo luogo ho voluto scrivere questa notizia perchè cosi scoprite qualcosa di me.
In terzo luogo sono stato molto colpito dalle critiche che si stanno muovendo su questo nuovo libro. La domanda è semplice: E’ giusto completare un’opera (specialmente dopo la morte dell’autore) che è stata volutamente resa incompiuta?
Mi spiego se Talkien non l’ha continuata significa che magari non gli piaceva e se non gli piaceva che senso ha continuare l’opera e poi pubblicandola sotto suo nome quanto poi potrebbe essere un flop?

Aspetto vostri commenti per intavolare una bella discussione

Posted in Senza categoria at Aprile 16th, 2007. 1 Comment.