L’inverno è ormai alle porte e i primi freddi si cominciano già a far sentire. Ormai il clima è diventato "pazzo" e a torride estati si alternano rigidi inverni, senza passare da quelle che un tempo venivano chiamate "mezze stagioni". Il cambiamento ormai è in atto e mentre ci si pone il problema di come arginare questo fenomeno ancora nessuno si è domandato come adattarci ai mutamenti già avvenuti. E quindi succede che ci si trovi impreparati ad inondazioni dei fiumi, ad incendi boschivi (quelli non dolosi), all’ aumento della richiesta energetica da parte della popolazione.
Stavo pensando proprio a quest’ultimo punto quando ho letto sul sito della Repubblica di un sondaggio fatto in cui solo il 38% degli italiani vuole nuovi centrali nucleari in Italia. A questo risultato un deputato dei verdi parlava così:
"A venti anni di distanza dal referendum in cui i cittadini decisero di abbandonare l’energia nucleare - afferma il capogruppo del Sole che ride a Montecitorio Angelo Bonelli - la maggioranza è ancora contraria. Ciò significa che quel voto non fu l’effetto di una suggestione, ma il frutto di una scelta fatta con maturità e conoscenza, come oggi. Gli italiani non si lasciano ingannare dalla propaganda delle lobby dell’atomo, oggi rappresentate da Casini".
"Per tornare al nucleare - prosegue - lo Stato si dovrebbe indebitare perché costruire una centrale nucleare è molto più costoso che costruirne una di qualsiasi altro tipo. E’ in corso un’offensiva nuclearista che non tutela l’interesse pubblico, ma solo gli interessi economici di parte. Per questo i Verdi rilanciano la necessità di una grande mobilitazione contro il nucleare e per il solare a partire dall’iniziativa del 10 novembre".
Dopo queste affermazioni ho capito che il nucleare senza un forte consenso popolare non potrà mai insediarsi in Italia, dove la paura di un nuovo Chernobyl è ancora forte, non curanti del fatto che comunque tutti i nostri paesi confinanti sono muniti delle loro centrali, le quali in caso di disastro farebbero sentire i loro effetti anche su nostro paese.
Bisogna trovare quindi una nuova soluzione, per non finire come l’anno scorso a corto di energia. Si è pensato anche a convertire vecchie centrali a gas in centrali a carbone ma anche questa non sembra essere una buona soluzione, seppure il governo si sta muovendo in questa direzione, ignorando le lamentele e le proteste dell’opinione pubblica.
Nel frattempo a Rovigo è tutto pronto per il rigassificatore il cui avvio è previsto per l’ottobre del 2008. Anche qui però non mancano le sorprese dato che il gas da usare arriverà dal medio oriente, mentre sotto il Golfo di Venezia ci sono giacimenti sfruttabili che potrebbero darci 35 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Perchè allora non si usano quelli? Semplice, continui rimpalli tra Governi, hanno bloccato e ritardato di continuo gli studi sulla subsidenza che potrebbe verificarsi in caso di estrazioni. Dopo dieci anni i risultati sono giunti, non c’è rischio ambientale, mentre dall’altro lato intanto i croati già trivellano.
Ormai non mi meraviglio più di queste situazioni che si vanno a creare, gli ambientalisti per antonomasia sono diventati quelli che come unica soluzione vede l’eolico e il solare, la politica dal canto suo fa dell’ambiente un mezzo per fare voti e nient’altro.
Ci dobbiamo rendere conto che nel mondo siamo tanti e soltanto spogliandoci delle vecchie ideologie potremo cominciare a sfruttare le risorse che il nostro pianeta ci offre in maniera oculata e corretta.
Sono del parere che l’Ambiente dovrebbe essere trattato da chi di ambiente ne capisce perchè lo studia e non affidare le sue sorti a politici o a chi fa dell’interesse per ambiente un hobby. Non è possibile che in un paese come l’Italia i laureati in Scienze Naturali o in Scienze Ambientali sono quelli che in numero minore vengono assunti. Questo dovrebbe farci riflettere.