L’altro giorno, io e la mia fidanzata Nife, abbiamo parlato di un esame che sta preparando rigurdante la figura dei [tag]sinesteti[/tag].
Premetto che la sinestesia è una figura retorica che ci pone ad accostare in una frase elementi di sfere sensoriali differenti.
Dal sito Letteratour per definizione la sinestesia è un procedimento retorico che consiste nell’associare, all’interno di un’unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un’immagine vividamente inedita. Un simile procedimento, non estraneo alla poesia antica, diviene particolarmente frequente a partire dai poeti simbolisti e costituisce poi uno stilema tipico dell’area ermetica della poesia italiana del Novecento, ad esempio:
urlo nero della madre (S. Quasimodo)
Ma chi sono i sinesteti?
In pratica i sinesteti sono tutti quelli che associano per esempio ad un numero un colore, o a certe musiche un colore. Le risposte non sono biunivoche nel senso che io posso dire che il due è rosso ma il rosso può non indicarmi il due. Il fatto è che tutti possono volontariamente attribuire ad una persona un colore ma pochi sono quelle persone che quandono vedono quella persona avvertono realmente il colore che gli hanno attribuito.
Ci sono vari gradi di sinestesia alcune più blande mentre altre più spinte.
Per maggiori info potete consultare questi link:
http://labstudenti.unicatt.it/psicologia/DIP/Gambirasio/sinestesia.htm
www.aerf.it/Articoli/sinestesia.pdf
www.vampiri.net/misteri_17.html
www.molecularlab.it/news/view.asp?n=772&style=xl





ciao, io ho scritto la tesi della triennale sulla sinestesia percettiva. se all tua ragazza serve qualche info o qualche dritta, contattami pure