Emergenza rifiuti: come nel terzo mondo.
Filed Under (Senza categoria) by Overlord on 03-01-2008
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Arriva l’anno nuovo e Napoli si risveglia colma di rifiuti. Oltre 90 roghi in 12 ore, rischio diossina altissimo, numerose strade in cui non è più possibile circolare, ma questo comunque non fa più notizia. Fa notizia però che la UE si prepara a sanzionare duramente questa situazione, dato che il rischio ambientale è altissimo e fa notizia che il nostro “amato” (?) premier Romano Prodi, si preoccupi invece di chi tra la Spagna e l’Italia è più ricca. Una situazione paradossale, quella che si sta vivendo nel mondo partenopeo. Gente che protesta contro il termovalorizzatore di Acerra o le discariche a cielo aperto, ma che poi brucia cumuli d’immondizia per strada liberando quantità pericolossisime di Diossina. Valzer di politici e tecnici che si alternano alla carica di Commissario all’emergenza rifiuti senza però risolvere niente. La camorra che banchetta felice, sul mattatoio in cui finiscono solo i cittadini. La raccolta differenziata, vista come rimedio universale alla situazione che si sta vivendo a Napoli, ma che inserita nei piani programmatici delle varie classi politiche, non è mai riuscita a decollare. Riciclaccio, termine mai usato e accostato all’immondizia, ma sempre usato quanto si parla di denaro sporco.
Tutti protagonisti di un triste teatro, i cui burattinai dovrebbero soltanto tornare a casa e non mettere mai più piede su suolo pubblico.
Ci vorrebbe una maggiore competenza in merito, mettere persone giuste ai posti giusti. Chiedere ad esperti e non a presunti tali. Informare l’opinione pubblica, di cui una buona fetta, non sa contro cosa protesta, ma più che altro è manovrata da persone che in questa situazione trova i propri vantaggi.
Basta progetti utopici, ma programmazioni più realistiche. Se la situazione rimane questa pernso che forti sanzioni da parte della UE rimane inevitabile e questa sarebbe un’ulteriore umiliazione per un terra già tanto martoriata, ma forse potrebbe essere anche un’ancora di salvezza.





La questione spazzatura scotta molto, ma molto più del semplice fuoco dei roghi. Senza scrivere parole già sentite, azzordo una provocazione (che temo sia, però, quasi un’amara certezza): e se i roghi li appiccasse proprio la camorra per rendere ancora più evidente e pressante lo stato di emergenza? Si sa, dove c’è emergenza, ci sono finanziamenti; ci sono motivi plausibili per riaprire siti di stoccaggio “temporanei” in tutta fretta; c’è la stampa che interviene; e uno slittamento di responsabilità dalla criminalità organizzata alla società (generalmente intesa) e alla politica. Non che politica e cittadini non facciano la loro parte, nel teatrino della questione monnezza, sia bene inteso. Ma i burattinai, ricordiamolo, sono altri. Posti ben più in alto.
Per questo credo che l’unico modo per porre fine a un’emergenza che dura da anni (emergenza? La chiamerei piuttosto routine), sia far intervenire non commissari su commissari interni, ma poteri posti all’esterno del sistema dei clan (tutti i clan) italiani. E quindi ricorrere all’Europa. Contare sull’Europa potrebbe essere un buon modo per scavalcare i poteri (malati) locali.
Almeno così credo.
Dimenticavo. La spazzatura (come dice De Crescenzo) è simbolo di ricchezza. Nel Terzo mondo, non ce l’hanno.